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"Opere traghettate"-Collettiva di Lazzeri, Nocentini e Pinzani

PDF Stampa Invia per E-mail Scritto da Valentina Caffieri- Servizio Comunicazione Comune di Rio nell'Elba    Martedì 15 Agosto 2017
Nei locali dello Spazio per l'arte- Passo della Pietà di Rio nell'Elba giovedì 17 Agosto si apre la mostra collettiva degli artisti fioretini Lorenzo Lazzeri, Alessandro Nocentini e Guido Pinzani. L'inaugurazione si svolgerà alle ore 18,30. Nei giorni successivi la mostra sarà aperta al pubblico dalle ore 18,30 alle ore 20,30 ad ingresso libero.

Lorenzo Lazzeri è nato a Firenze nel 1956, si diploma all'Accademia delle Belle Arti
nel 1979 e si presenta per la prima volta al pubblico, quattro anni dopo, con la
prima mostra. Da allora, molte sono state le esposizioni personali e collettive che
lo hanno visto protagonista, convalidandolo fra le personalità più attive e valenti
del panorama artistico fiorentino. Pittore schietto, sinceramente innamorato delle
affascinanti visioni paesistiche nelle quali si immerge, Lorenzo Lazzeri ha eletto,
fin da subito, la Natura quale soggetto privilegiato; nei suoi primi dipinti, dedicati
per lo più al tema dell'acqua e del mare, si coglieva la netta volontà di voler
penetrare fin dentro l'elemento naturale; coglierne il respiro, catturarne anche il
più lieve ed impercettibile soffio vitale.

Alessandro Nocentini è nato Firenze nel 1949. Ha studiato al Liceo Artisitico di Firenze con gli insegnanti Mongatti, Biasion e Loffredo. Nel 1969 inizia un rapporto di lavoro con
la galleria Tornabuoni di Firenze, dove nel 1973 tiene la sua prima personale. Dal
1979 al 1985 dirige lo studio PDA (Prova D'Autore) a Firenze dove tiene lezioni di
incisioni e di stampa. Ha partecipato alle più importanti rassegne di grafica internazionali.
Su richiesta del prof. Carlo Del Bravo ha tenuto lezioni sulle tecniche d'incisione agli studenti della facoltà dell'Arte dell'Università di Firenze. Ha lo studio nella campagna
fiorentina dove vive. Ha tenuto numerose esposizioni nazionali ed internazionali.

Guido Pinzani nato a Firenze nel 1940 è senza dubbio uno degli scultori fiorentini più
importanti del secondo Novecento. In seguito alla formazione presso l'Accademia
di Belle Arti di Venezia con il maestro Alberto Viani, dopo essere già stato allievo
di Quinto Ghermandi, Pinzani a partire dagli anni sessanta si caratterizza per
una ricerca plastica aperta alla scultura moderna: in Germania nel 1967 realizza
una serie di sculture in pietra vulcanica di Bochum che testimoniano
l'assimilazione della lezione di Fritz Wotruba, l'esperienza si conclude con una
mostra personale presso la Nuova Università. Rientrato in Italia assume l'incarico
di insegnamento all'Accademia di Belle Arti di Urbino e successivamente al Liceo
Artistico di Firenze. La sua scultura dopo una fase caratterizzata da un
linguaggio moderno fondato su un ripensamento delle avanguardie storiche,
segnatamente del Cubismo e del Futurismo, parallelamente ad una scoperta della
scultura tribale africana ed oceanica, si orienta verso un linguaggio strutturale
geometrico, di ricerca delle forme primarie, che assume a modello gli esempi di
Costantin Brancusi. Presente in numerose mostre collettive e personali
acquisisce un posto di rilievo nella cultura plastica contemporanea, come è stato
segnalato dagli scritti di diversi critici, tra i quali: Umbro Apollonio, Luciano
Caramel, Giorgio Di Genova, Renzo Federici, Renzo Gherardini, Giuseppe
Marchiori, Raffaele Monti e Francesco Ragghianti.La mostra antologica curata
dalla Galleria Open Art di Mauro Stefanini a Prato propone una lettura completa
del percorso dello scultore, nelle diverse fasi della sua ricerca e nei diversi
materiali di espressione, dal legno policromo alla pietra, dal bronzo alla ceramica.
In occasione della mostra verrà presentato un catalogo che raccoglie duecento
opere dell'artista e costituisce una prima recensione, progetto per un catalogo
ragionato.
L'opera di Pinzani viene a collocarsi nell'ambito della ricerca plastica più
impegnata riguardo anche la grande tradizione, con un riferimento continuo ai
temi della scultura italiana del Novecento, da Arturo Martini a Marino Marini,
libera dalle evasioni più recenti che tendono a privilegiare gli allestimenti e le
performances a dispetto della costruzione dell'opera.


Servizio Comunicazione Comune di Rio nell'Elba

Ultimo aggiornamento ( Martedì 15 Agosto 2017 13:37 )
 
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