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Rio Castello: da borgo antico ad Albergo diffuso

PDF Stampa Invia per E-mail Scritto da Amministrazione Comunale    Mercoledì 19 Novembre 2014
rio_elba_panoramaRio Castello, Albergo diffuso

Il Borgo di Rio Castello "Albergo Diffuso", rappresenterebbe indiscutibilmente uno dei più innovativi e sofisticati "alberghi" di tutta Italia, non solo nel panorama degli alberghi diffusi. Nel centro storico del borgo medievale di Rio nell'Elba, situato nella zona orientale dell'Isola d'Elba e all'interno del Parco nazionale dell'Arcipelago toscano, questo progetto potrebbe ridare vita ad un affascinante borgo medievale che soffre da tempo un grande problema di spopolamento.


Attraverso un attento recupero della memoria e delle tradizioni locali materiali e immateriali, di cui già esiste numerosa documentazione e pubblicazioni, attraverso l'utilizzo di materiale fotografico d'epoca, ricostruzioni dei mestieri, della vita, delle tradizioni e con interviste alla popolazione locale, si potrà darà vita ad una riconversione del patrimonio immobiliare del borgo senza precedenti.

Questo progetto infatti si presenta come un eccellente mix tra la valorizzazione della semplice architettura originale, la fedele riproposizione degli antichi elementi d'arredo e l'impercettibile utilizzo di avanzati sistemi tecnologici. Gli appartamenti saranno tutti differenti tra loro, sia per quanto riguarda l'arredamento, la disposizione degli spazi e, naturalmente, il tipo di riconversione adottato.

via_zoia_settembre_2014Tra i vari immobili che compongono il Borgo, le vie che occupano una posizione centrale, per significato storico e caratteristiche architettoniche saranno tra i più importanti recuperi. Nulla sarà lasciato al caso, e oltre ad alcune camere, verranno ricavati infatti anche degli spazi comuni con camino a disposizione degli ospiti per favorire tra loro le relazioni e la convivialità.

L'importanza dei valori all'insegna dei quali è stato pensato questo progetto si scopre anche nelle tradizionali ricette proposte nei ristoranti del borgo tutte a base dei prodotti locali dell'Isola, e nella selezione dei vini di produzione di aziende vinicole del territorio.








Il territorio e le sue ricchezze ambientali, storiche e culturali

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Nel suo nome Rio nell'Elba conserva ancora oggi la traccia della risorsa che fin dai tempi più lontani ha caratterizzato il suo territorio: l'acqua. Infatti il nome Rio deriva dal latino Rivus e indica la presenza di numerose sorgenti che fin dall'antichità sono state presenti in questa zona. Altro elemento naturale che ha caratterizzato e condizionato la vita della Comunità fin dai secoli più antichi sono le miniere (oggi nel territorio di Rio Marina) e le cave, visibili ancora oggi dai punti panoramici più suggestivi del paese. Oltre al centro storico, il Comune di Rio nell'Elba comprende anche le località balneari di Bagnaia, Nisporto, Nisportino.

 

Prima di arrivare nel centro abitato, a destra del bivio per la strada del Volterraio, si trova la Chiesa della SS. Trinità, nota come del Padreterno, edificio del XVIII secolo, con portico a colonne, che conserva al suo interno un antico quadro raffigurante la Santissima Trinità. Ogni anno dal 27 giugno al 28 agosto, la domenica sera alle 21.30, in questa chiesa si celebra la S. Messa. A pochi passi dalla chiesa c'è un'area giochi per i bambini.

All'ingresso del paese, nel Palazzo comunale, è conservato l'Archivio Storico, che, nonostante le contenute dimensioni, è ricco di antichi documenti, primi fra tutti gli Statuta Rivi, raccolta di leggi trascritte nel XVI secolo, che hanno dato le basi istituzionali della Comunità di Rio. Accanto al Palazzo comunale, fra i giardini a terrazza, si trova la Biblioteca comunale, con postazioni pc ed accesso ad Internet per ricerche bibliografiche. Proseguendo verso Piazza del Popolo, sulla destra in basso si trovano i giardini pubblici, luogo in cui i bambini possono giocare lontani dal traffico stradale.

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Nel centro abitato dell'antico borgo, una volta giunti in piazza del Popolo, salendo verso destra è possibile visitare la Chiesa fortificata dei Santi Giacomo e Quirico, costruzione del XIV secolo, ma con elementi cinquecenteschi e interni barocchi.
Qui sono presenti alcuni dipinti preziosi, ma il quadro più importante è attribuito a Giovanni di San Giovanni Valdarno (1592/1636) e raffigura le Nozze mistiche di Santa Caterina di Alessandria, alla quale il paese di Rio nell'Elba è devoto, avendole dedicato una Eremo (l'Eremo di S. Caterina) sul Monte Serra, dopo un'apparizione miracolosa della Santa, avvenuta nel secolo XVII.

Nella via di fronte alla Chiesa dei SS. Giacomo e Quirico, Via Ilario Zambelli, si trova invece il Teatro Garibaldi, restaurato da pochi anni, luogo utilizzato per spettacoli, concerti, conferenze ed altre attività culturali.

Di fronte al Teatro sulla parte esterna di un antico edificio è ben visibile una lapide con uno stemma ed una iscrizione in latino, databile al 1602.

Proseguendo fino alla parte più alta della via sulla sinistra si trova un'altra lapide in memoria di un cittadino di Rio, Cesare Mazza, che partecipò al Risorgimento, combattendo per l'unità ed indipendenza dell'Italia e prese parte anche alla Battaglia di Curtatone e Montanara.
Lasciandosi alla destra la Chiesa dei SS. Giacomo e Quirico, in fondo a Via Marconi, si trova la Chiesa della Pietà del XVI secolo, oggi utilizzata per iniziative culturali. Il quadro raffigurante la Deposizione di Cristo, originariamente collocato nell'altare della chiesa è oggi conservato nella chiesa parrocchiale. Scendendo dalla piazza verso sinistra invece è possibile ammirare la terrazza panoramica del Barcocaio, che apre la vista sul "Canale", sul mare e la costa di fronte.
Al di sotto della terrazza si trova museorioelbalargeil Museo Archeologico del Distretto Minerario, che ospita anche la Collezione dei Minerali elbani della Gente di Rio.

Attraverso le numerose testimonianze archeologiche, il Museo illustra la storia, dal III millennio a.C. fino al medioevo,della parte orientale dell'Elba,fortemente legata alla presenza dei giacimenti minerari. Tra i materiali più antichi: i corredi funerari eneolitici della vicina Grotta di S. Giuseppe (primi ritrovamenti Civiltà di Rinaldone IV a.C.) e quelli provenienti dalla collezione ottocentesca di Raffaello Foresi. Nel Museo sono presenti anche reperti romani ed etruschi, oltre che testimonianze di lavorazione del ferro anche in epoca medievale.

Nel 2008, per integrare il percorso museale, sono stati aggiunti i preziosi minerali della Collezione della Gente di Rio, raccolti in circa 200 campioni.  I minerali sono stati messi a disposizione dalle famiglie dei minatori di Rio per testimoniare i vari aspetti della vita in miniera e i prodotti che da quel duro lavoro ne sono scaturiti. Il Museo è inoltre stato integrato con l'installazione di pannelli illustrativi e didattici.
Nell'ultimo vicolo a destra di Piazza del Popolo, scendendo, si arriva alla piccola e antica Chiesa delle Anime, dove un gruppo di volontari ha curato il rifacimento di un presepe meccanico permanente, "La Natività di Rio Castello", che ricostruisce la Rio dei secoli scorsi, con le sue attività prevalentemente connesse alla miniera.
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A pochi passi dal centro storico si trova la suggestiva Fonte dei Canali, recentemente restaurata, formata da cinque bocche in ottone e alimentata da una ricca sorgente.

Accanto ai Canali è possibile visitare i Lavatoi pubblici, struttura con soffitto a capriate e finestroni. Alimentati dalla stessa fonte del Canali sono stati utilizzati fino agli anni ‘80 del secolo scorso.


Fra i Canali e i Lavatoi è situata la Casa del Parco "Franco Franchini" del versante orientale, punto informativo del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, nata per far conoscere la biodiversità e le bellezze naturali del territorio.
Aperta da aprile ad ottobre, il venerdì pomeriggio organizza escursioni guidate e gratuite sui sentieri del versante e iniziative all'interno del Festival del Camminare (Walking Festival), che si svolge nell'Arcipelago Toscano e all'Isola d'Elba sia in primavera che in autunno.

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Eremo di S. Caterina
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Uscendo dal centro abitato e proseguendo sulla strada provinciale, dopo i Lavatoi, in direzione Nisporto e Nisportino, si arriva fino al Monte Serra, dove si trovano l' Eremo di Santa Caterina del XVI secolo, l' Orto dei Semplici Elbano, che conserva una varietà di piante tipiche elbane, e infine i resti dell'antico Villaggio di Grassera, distrutto nella prima metà del XVI secolo dai pirati Turchi.

Orto dei Semplici Elbano

L'Orto dei Semplici, adiacente all'Eremo di Santa Caterina, è nato negli anni novanta del ‘900 su idea dei Proff. G. Corsi e F. Garbari dell'Università di Pisa con l'intento di promuovere e diffondere la conoscenza delle piante spontanee e coltivate dell'Arcipelago Toscano e di conservare le tradizioni etnobotaniche a esse legate. Recentemente è stato il centro del progetto dicensimento, recupero e valorizzazione del patrimonio frutticolo autoctono elbano, a cura del della Scuola di Studi Superiori S. Anna di Pisa e dal progetto è nata anche una pubblicazione dal titolo "L'Orto dei Semplici nell'Eremo di Santa Caterina a Rio nell'Elba", a cura di Fabiano Camangi e Agostino Stefani.

L'Eremo di S. Caterina dal 2010 è sede del Festival di musica antica e contemporanea "Intonazione", a cura dell'omonima associazione, che si svolge dalla fine di giugno alla prima metà di luglio, fra l'Eremo e il centro storico.

Monte Giove e i ruderi della antica fortezza e lo scomparso villaggio di Grassera

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Dirigendosi invece verso la strada de la "Parata", che collega Rio nell'Elba con Cavo, un sentiero, a destra della strada principale, conduce alla Torre del Giove (o Forte del Giogo). Il castello fu costruito/ampliato nella seconda metà del XV secolo dal principe di Piombino Jacopo III Appiano per proteggere il versante minerario.

Proprio alle pendici del Monte Serra che dominava sul mare e sulle miniere sorgeva un tempo il Villaggio di Grassera, che dopo varie incursioni piratesche nella metà del Cinquecento fu distrutto ed i suoi abitanti furono deportati come schiavi in Tunisia. Sul Monte Serra sono state inoltre trovate tracce di lavorazione del ferro d'epoca medievale. Alle vicende del Villaggio di Grassera sono inoltre legate anche storie dal tenore quasi leggendario come quella di Emilia d'Hercole. Doveva far parte della Comunità di Grassera anche la Chiesa, probabilmente romanica, di S. Quirico, di cui oggi rimangono parzialmente in piedi parte delle mura perimtrali.
Fuori dal centro abitato si trova la zona che un tempo era la Valle dei mulini, fra Rio Marina e Rio nell'Elba, in loc. San Giuseppe, dove ci sono ancora tracce dei 24 mulini, un tempo alimentati dalla sorgente dei Canali.

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Interessanti sul territorio anche numerosi resti delle fornaci da calce, della fine dell'ottocento. In particolare si segnala quella presente sulla spiaggia di Nisporto. Anche se il nucleo principale di Rio nell'Elba si trova arroccato in collina, nel territorio comunale non mancano però spiagge per gli appassionati del mare. Le zone balneari all'interno del territorio comunale sono a Nisporto, Nisportino e Bagnaia.

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 19 Novembre 2014 13:30 )
 
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