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"Fallite le politiche comprensoriali legate all'Unione di Comuni,appello alla conferenza dei sindaci", interviene il sindaco Alessi

PDF Stampa Invia per E-mail Martedì 19 Aprile 2011

Affossata l'Unione, e tutti vissero felici e contenti.
Bosi scrive, diffonde memoriali e si fa paladino di una legge che ancora non c'è al solo scopo di esorcizzare il referendum per il Comune unico; Barbetti, nonostante ripetute sollecitazioni, continua a tenere in frigorifero la Comunità del Parco; Papi approva la sua personale tassa di soggiorno, ignorando il resto del territorio e facendo giustamente imbufalire gli albergatori. Anche l'iniziale frenetico attivismo del Presidente Segnini sulla sanità appare notevolmente affievolito, se non addirittura relegato nel limbo delle buone intenzioni.

 

Sull'Elba sembra essere calata una cappa di nebbioso immobilismo, appena appena fugata da alcune lodevoli iniziative di qualche comitato cittadino o dalle associazioni di categoria a cui le istituzioni e la politica hanno in larga parte delegato ruolo e compiti propri.

Il fatto è che non c'è più alcun soggetto unitario di riferimento, capace di farsi carico di quei problemi che nessun comune da solo potrà mai affrontare e tanto meno risolvere, come l'esperienza dimostra con ricadute negative per l'intera collettività.

Basti pensare alle politiche del lavoro, dell'ambiente, dei beni culturali; all'organizzazione e gestione dei servizi primari, quali i collegamenti, la salute, la scuola, l'acqua, i rifiuti; al potenziamento e realizzazione delle infrastrutture, dei porti, della viabilità, delle fonti energetiche; alla innovazione tecnologica per gli enti pubblici e le imprese; alla promozione e valorizzazione del nostro territorio, ancor più indispensabile dopo lo scioglimento dell'Apt; ai nuovi livelli di governo intercomunale, imposti per legge e comunque sempre più necessari per dare maggiore efficienza, economia e operatività agli enti locali territoriali.

Da questo punto di vista è difficile sottrarsi alla ragionevole esigenza che sta alla base della proposta referendaria per la costituzione del comune unico. E fa bene il comitato ad accelerare le procedure con l'obiettivo di far svolgere il referendum entro questa legislatura per mettere in condizione gli elbani di compiere democraticamente la propria scelta.

Nel frattempo, però, non si può stare con le mani in mano. La crisi morde ancora l'economia turistica e l'Elba scopre ogni giorno la propria fragilità strutturale. C'è il rischio concreto di un ulteriore abbassamento della nostra capacità competitiva. I comuni, sia pure indeboliti da provvedimenti governativi sempre più vessatori, hanno il dovere di intervenire e di fare la loro parte.

Credo sia il caso di ricordare che la Regione, prima con Rossi e poi con il vicepresidente del Consiglio Fedeli, si è resa disponibile a definire un protocollo d'intesa per discutere insieme le problematiche dell'Arcipelago e dare un contributo alla loro soluzione. In questo quadro vi è pure l'impegno alla istituzione di un ufficio regionale permanente ove dare continuità e concretezza alle iniziative che si intende assumere.

Senza l'Unione tutto è più difficile, ma almeno la Conferenza dei sindaci potrebbe uscire dal suo torpore e riprendere il discorso avviato alcuni mesi or sono. Visti i precedenti, non mi sembra che ci sia molto da sperare, ma almeno proviamoci. A meno che il presidente Della Lucia non voglia seguire le orme del suo sindaco nell'opera tutt'altro che meritoria dei congelamenti istituzionali.

Danilo Alessi

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 19 Aprile 2011 16:56 )
 
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